Napoli (askanews) - Una procura nazionale che si occupi esclusivamente di fenomeni di corruzione seguendo quel "filo rosso" che lega il sistema di cooperative, i politici corrotti e la criminalità. Questa, in sintesi, la richiesta avanzata oggi dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, alla procura di Napoli."Non siamo un nuovo partito delle procure - ha detto Di Maio - Siamo venuti a chiedere al procuratore di Napoli di mettere sotto i riflettori le relazioni sempre più fitte tra mondo delle cooperative, la criminalità organizzata e i fenomeni di corruzione. La verità è che non esiste una procura nazionale che si occupi dei fenomeni di corruzione. Se esistesse dovrebbe seguire il filo conduttore o delle cooperative o dei reati di corruzione per riuscire a trovare i più grandi scandali in Italia legati alle tasse dei cittadini che vanno in tangenti o in sprechi".L'esponente del direttorio del Movimento Cinque Stelle, ai magistrati che indagano sulle tangenti a Ischia, ha consegnato un dossier sulle intricate vicende venute fuori nell'ultima inchiesta che ha portato agli arresti del sindaco Giosi Ferrandino e di persone legate alle cooperative. "È inquietante la rete che si crea sempre tra le stesse cooperative... Mose di Venezia, Expo, inchiesta di Firenze, Mafia Capitale, adesso Ischia e si sta spostando in Puglia". "Per noi ormai è un sistema nazionale mafioso e corruttivo chedeve essere affrontato con un coordinamento delle inchieste cercando di mettere insieme questi tasselli".