Roma (askanews) - La chef Giuseppe Di Iorio - una stella Michelin - raddoppia e apre sulla terrazza di Palazzo Manfredi, a Roma, l'Aroma Bistrot. Seguendo la strada già scelta dal altri chef stellati - come Claudio Sadler o Pietro Leemann - di Iorio affianca al ristorante Aroma una nuova offerta, e sempre in uno scenario mozzafiato ed esclusivo: se Aroma incombe sul Colosseo, il Bistrot, con soli quattro tavoli, si affaccia sul colle Oppio e concede la vista sulla Domus Aurea.

E' la soluzione scelta per accogliere, pur se con menu diversi, quanti dei tantissimi ospiti non hanno l'opportunità di gustare la cucina dell'Aroma per la non coincidenza delle prenotazioni. Ma anche per avvicinare una clientela diversa.

Giuseppe di Iorio: "L'idea del Bistrot vede un posizionamento diverso rispetto al ristorante Aroma. Questo ci permette di prendere un target molto più giovanile e più smart e non ingessato come richiesto nel ristorante gourmet. La cucina rimane sempre la stessa del ristorante Aroma- dice di Iorio - però abbiamo cercato di differenziare alcuni piatti e il format della grande carte del ristorante Aroma".

Anche i nuovi piatti valorizzano sapori dei prodotti locali, cifra stilistica dello chef. Queste le sue proposte: "I piatti che troviamo sono tutti a chilometro zero, tutte eccellenze della nostra Regione. Immagino un vitello allevato nell'agro Pontino, o una millefoglie di melanzane e zucchine dell'orto del nostro contadino sempre vicino Roma".

Qualità, creatività, e simpatia: nella proposte del Bistrot c'è una particolare carbonara, piatto tipico, certo, ma servita dopo una energetica e scenografica shakerata. "Noi prepariamo la carbonara - spiega lo chef - che viene lasciata un pochino bavosa, poi inserita dentro lo shaker. Intanto che il cameriere arriva al tavolo, la carborana continua a solidificarsi e a fare la famosa cremina. A quel punto il cameriere non fa altro che agitarla e versarla nel piatto del commensale... E da li si ha l'effetto particolare: è subito un 'wow' da parte del cliente, e già siamo a metà punto, perché quando il cliente dice 'wow'... la carbonara è già più buona".

(luca.ferraiuolo@askanews.it)