Roma, (askanews) - "Il San Camillo ha una condizione di ridotti posti letto di rianimazione, se non abbiamo posto i pazienti per essere assistiti come si deve sono accolti nella sala operatoria. Questo accade praticamente solo in sala operatoria neo-chirurgica": il direttore generale del San Camillo Antonio D'Urso risponde così di fronte alle polemiche sullo stazionamento di pazienti operati che restano in camera operatoria nel reparto di neurochirurgia."I pazienti che stazionano in Pronto soccorso dopo essere stati operati ed accolti per una condizione di urgenza sono pazienti che superata la fase operatoria sono di solito ricoverati in rianimazione", sottolinea.In vista del Giubileo, l'ospedale si sta adeguando, aggiunge D'Urso: "Il San Camillo si prepara ad accogliere dei feriti in più rispetto a quelli che potrebbero presentarsi in un periodo normale. Per far questo ha aumentato le aree del Pronto soccorso, per rendere il Pronto soccorso più accogliente, abbiamo aumentato il numero dei posti letto di terapia intensiva, di venti in più, stiamo aumentando le sale operatorie a disposizione dei nostri chirurghi in modo da rendere il San Camillo in grado di accogliere un numero maggiore di pazienti, soprattutto quelli che necessitano di cure ad elevata intensività".