Milano (TMNews) - Il 2014 si è aperto con una serie di prese di posizione di autorevoli quotidiani anglofoni in favore della concessione di una grazia, o per lo meno di una possibilità di patteggiamento, a Edward Snowden, l'ex tecnico della National Security Agency americana responsabile della clamorosa fuga di notizie che ha fatto scoppiare il caso Datagate.Sulle colonne del New York Times si parla di Snowden come di una "gola profonda" che "considerando l'enorme valore delle informazioni che ha rivelato merita di meglio rispetto a una vita di esilio permanente, paura e lotta. Per fare tutto questo - prosegue l'editoriale - può avere commesso dei crimini, ma ma ha anche reso un grande servizio al proprio Paese. E' tempo che gli Stati Uniti gli concedano una qualche forma di accordo o clemenza che gli consenta di tornare a casa".Simile la posizione del britannico The Guardian, che titola utilizzando la parola "grazia" e ricorda come la decisione di passare le informazioni alla stampa sia stata "un atto di coraggio" da parte di Snowden, che era consapevole delle conseguenze del suo gesto.Appello a favore della "talpa" del Datagate arrivano anche dal direttore della ong Human Rights Watch, Kenneth Roth, che ricorda l'importanza delle rivelazioni di Snowden sul tema della sorveglianza di massa cui erano sottoposi milioni di cittadini.La Casa Bianca per ora non recede dalle proprie posizioni, ma il moto che viene dall'opinione pubblica potrebbe offrire all'amministrazione Obama un'occasione per uscire dallo scandalo limitando i danni sia a livello di immagine sia per quanto riguarda le informazioni passate a Paesi stranieri.