Damasco, (TMNews) - Seduto nella biglietteria del suo cinema nel centro di Damasco, Jalal al-Sassa attende dei clienti che non verranno. Da una quindicina d'anni l'uomo gestisce la sala al-Ferdaws, "Cinema Paradiso" in arabo. Ma si ricorda ancora quando da ragazzino vendeva caramelle in questo cinema."Non è cambiato niente dal 1948 - racconta - anzi, sì, qualcosa è cambiato: allora lacoda alla biglietteria poteva essere lunga anche cento metri". A causa dei combattimenti per strada in Siria quasi nessuno osa correre rischi per un film. E senza clienti mancano anche i soldi per investire. Sembra una sala d'altri tempi."Questo proiettore - racconta Jalal - non supporta i formati per le pellicole più recenti"Poco male, comunque, visto che da due anni, cioé dall'inizio del conflitto, non si possono importare film nuovi. I pochi spettatori si accontentano di vedere le solite pellicole datate. Ma non hanno l'aria di essere contrariata, sembra anzi che siano qui solo per cercare un momento di calma e non per novità in pellicola."Vengo qui da molto tempo - dice uno spettatore - guardo sempre gli stessi film, ma qui mi sento bene e posso anche fumare". Già in difficoltà prima della guerra, quasi tutti i cinema sono falliti a Damasco. Tra i pochi a resistere c'è questo "Cinema Paradiso" di altri tempi.