Roma (TMNews) - Dalle "Regie patenti" con cui furono istituiti il 13 luglio 1814 fino alle indagini scientifiche dei Ris sui casi più complessi come quello attuale di Yara Gambirasio: i Carabinieri festeggiano i duecento anni di vita al servizio del Paese, non solo per la sicurezza e la repressione dei reati. In questa intervista a TMNews, infatti, il colonnello Roberto Riccardi, direttore della rivista dell'Arma "il Carabiniere", ricorda che un atto parlamentare della seconda metà dell'800 definì il Corpo dei Carabinieri "arma benemerista" per la sua attività di assistenza alle popolazioni e protezione civile durante le calamità naturali. "I Carabinieri - ricorda Riccardi - vennero istituiti per iniziativa di Vittorio Emanuele I di Savoia negli anni della restaurazione, dopo l'epoca napoleonica, per garantire la sicurezza del sovrano e dello Stato. Fino allora l'ordine pubblico era assicurato per lo più da volontari. Si creò questo corpo scegliendo nell'esercito gli elementi che si distinguevano per "buona condotta e saviezza", come si legge nell'atto fondativo, le cosiddette Regie patenti". Riccardi rievoca i momenti salienti della vita dell'Arma, dalle guerre di indipendenza, con la carica di un drappello dei carabinieri di Pastrengo del 1847 che salvò la vita di Re Carlo Alberto e fruttò la prima medaglia d'oro alla bandiera, fino alla proclamazione dell'Unità d'Italia e alle due guerre mondiali. La struttura dei Carabinieri, che sono un'Arma autonoma delle Forze Armate, a fianco di Esercito, Marina e Aviazione, è composta da circa centomila effettivi diffusi sul territorio in cinquemila sedi, comandi provinciali e regionali più i nuclei specializzati: i Nas per la tutela della salute, il Comando per la tutela ambiente, il Nucleo per la tutela del patrimonio artistico e le strutture per le investigazioni, i Ros e i Ris, che si occupano delle indagini scientifiche.