Dallas (askanews) - Un duro atto di condanna contro l'attacco a sfondo razziale di Dallas che ha causato la morte di 5 poliziotti, uccisi da un cecchino durante una marcia di protesta contro le violenze delle forze dell'ordine, arriva dal reverendo Jesse Jackson, leader nella battaglia per la tutela dei diritti civili della comunità afro-americana, negli Stati Uniti.

"Quest'attacco - ha spiegato il pastore battista - è stato un atto di terrorismo vile e folle e non ha nulla a che fare con la nostra lunga battaglia per la pace e la giustizia. Condanno con forza le azioni di quest'uomo e il nostro movimento non farà mai alcun compromesso sulla morale della non-violenza".

"C'è molto lavoro da fare - ha continuato Jackson - mentre piangiamo i poliziotto morti a Dallas, non dobbiamo dimenticare di combattere contro le esecuzioni di neri, come in Louisiana o in Minnesota. Troppa paura e troppa violenza ci fanno viviere nell'insicurezza".

"Vogliamo dire chiaro e tondo che questo complotto per uccidere i poliziotti non s'identifica in alcun modo con la nostra lotta per la giustizia - ha concluso il reverendo - la nostra è una battaglia con azioni non violente e legali e lo dimostreremo in massa l'8 novembre. Noi non spariamo sulla gente e rigettiamo questa idea".

Secondo uno studio pubblicato dal New York Times, le violenze contro i neri, negli Stati Uniti sono di sicuro maggiori di quelle contro i bianchi. Lo rivela il think tank newyorchese Center for Policing Equity, che ha preso in considerazione oltre 19mila casi di incidenti in cui la polizia ha usato la forza registrati dal 2010 al 2015.

Emerge che la violenza contro gli afroamericani è oltre tre volte più alta di quella contro bianchi.

(Immagini Afp)