Rio de Janeiro, (askanews) - Dall'incubo al sogno, dal brutto infortunio che l'ha costretto a una battuta d'arresto alla medaglia d'argento alle Olimpiadi di Rio. Lui è Juan Martin del Potro, tennista argentino, 27 anni, un gigante dal rovescio incredibile, rientrato a Buenos Aires accolto come un eroe. E' vero, Delpo (come viene soprannominato) ha perso in finale ma dando filo da torcere al numero due del mondo, lo scozzese Andy Murray. Ma ha ottenuto una medaglia che vale quanto un oro.

L'argentino, dopo 14 mesi di stop a causa di un brutto infortunio al polso, è arrivato in finale dopo aver battuto al primo turno il numero uno al mondo, Novak Djokovic e aver sconfitto in semifinale un agguerritissimo Rafa Nadal.

"Solamente 14 mesi fa vivevo un incubo, ero a un passo dal ritiro. Ora vivo un sogno. È qualcosa che non avevo mai vissuto prima, tanti sentimenti molto forti da un punto di vista emotivi, sia nella mia vita personale che in quella tennistica".

"Ho giocato contro Rafa Nadal come se fosse la finale più importante della mia vita per assicurarmi una medaglia. L'ho ottenuta e ora che ce l'ho tra le mani posso tirare un sospiro di sollievo".

Del Potro aveva già vinto il bronzo ai Giochi di Londra nel 2012.