Roma, (askanews) - Una terapia rivoluzionaria che, grazie all'uso del laser, è in grado di debellare definitivamente la parodontite, infezione cronica provocata da diversi tipi di batteri che alla lunga può portare alla caduta dei denti. L'ha ideata un team di ricercatori italiani guidati da Francesco Saverio Martelli, che al Cnr ha presentato i risultati dello studio di parodontologia con il maggior numero di pazienti trattati mai realizzato.In Italia la patologia colpisce oltre 6 persone su 10, ed è spesso accompagnata da sintomi a cui non viene attribuita importanza, come il sanguinamento delle gengive.Finora, negli stadi più gravi e avanzati, è stata trattata quasi esclusivamente con approccio chirurgico, molto invasivo e spesso non risolutivo.Invece, la nuova terapia, chiamata Perioblast, ha spiegato Martelli, funziona anche nella forme più aggressive e refrattarie agli antibiotici "perchè grazie all'utilizzo del laser ad alta potenza, nella fattispecie laser al neodimio, l'energia del laser penetra all'interno dei tessuti in profondità, distruggendo in maniera selettiva i batteri patogeni, quelli che provocano la parodontite, senza provocare alcun danno alle cellule del nostro organismo, quindi senza danneggiare gli osteoblasti, gli osteociti, i fibroblasti e le cellule del tessuto gengivale".Dunque l'ennesima applicazione inedita del laser, uno strumento dalle possibilità infinite, come ha commentato Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr: "Sì, il laser si sta dimostrando lo strumento più versatile, più flessibile, come si era ipotizzato fin dall'inizio. Il laser è utilizzato ormai correntemente in chirurgia, ad esempio in chirurgia oculare, come un bisturi ad altissima precisione, ma questi usi innovativi, in cui il laser è una forma alternativa di sterilizzazione dalle contaminazioni batteriche, ancora non si era sperimentata. Stavolta - ha concluso Rossi Albertini - stiamo parlando del cavo orale, la possibilità quindi di sterilizzare la placca batterica attraverso l'irraggiamento con un fascio laser senza che questi comporti danneggiamenti per gli altri tessuti della bocca".