Roma, (askanews) - Da Zelig al cinema. Pablo e Pedro, ovvero Fabrizio Nardi e Nico Di Renzo, debuttano da protagonisti nella commedia "Ciao Brother" di Nicola Barnaba, dal 9 giugno nelle sale. Il duo comico collaudato da 20 anni a teatro e in tv, si è divertito in questa nuova esperienza, in cui ha portato anche qualcosa del proprio repertorio live.

"Dei personaggi storici abbiamo portato il Signore con l'Arcangelo Gabriele, diciamo che Dio fa un cameo, un'apparizione, sennò sarebbe costata 'l'ira di Dio'... Per il resto è una storia divertente, non ci sono momenti cabarettistici". "Ci siamo divertiti anche a improvvisare, cosa che facciamo nei nostri spettacoli, questa è una cosa che abbiamo portato, sicuramente l'improvvisazione".

"Ciao Brother" è la storia di un quarantenne che fugge a Los Angeles dopo aver venduto quadri falsi, senza soldi e con carte di credito bloccate. Ma quando scopre che un miliardario italoamericano che gli somiglia molto è morto, lasciando una grossa eredità al figlio, se ne finge il fratello.

"E' una storia di amicizia, la nostra, piena di situazioni comiche continue".

"La cosa carina è che diventiamo Pablo e Pedro durante il film, abbiamo due vite parallele e più si avanti, più convergono verso un'amicizia".

Pablo e Pedro, due italiani che non si sono trovati così a loro agio negli Stati Uniti, anche durante le riprese. "Male, lui si sente americano, io italiano, odio il cibo americano, sembra di stare su un set, una città dei balocchi, non fa così caldo".....

Nel film c'è anche Clayton Norcross, lo storico Thorne della soap "Beautiful".

"Si è divertito molto". "Mi chiamava Ridge, pensa".

La coppia punta a seguire le orme dei comici che hanno poi sfondato al cinema, come Aldo Giovanni e Giacomo o Checco Zalone. "Per noi 'Ciao Brother' vorremmo che rappresentasse un punto di partenza, il cinema ci piace e vorremmo iniziare a intraprendere questa strada, quindi speriamo bene".

Un futuro, dicono, naturalmente nelle commedie.

"Anche se una particina seria non mi dispiacerebbe". "Sì, da solo, io non vengo".