Roma, (askanews) - Da Roma a Lampedusa. L'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà, ha stipulato una convenzione con il ministero dell'Interno per portare la sua esperienza sull'isola dove quasi quotidianamente, soprattutto nei mesi di bel tempo, sbarcano centinaia di persone che attraversano il Mediterraneo in cerca di salvezza.Dallo scorso maggio l'Istituto ha inviato un team a Lampedusa, nel centro di primo soccorso e assistenza, che svolge prestazioni specialistiche.La direttrice generale, la dottoressa ConcettaMirisola:"A Lampedusa stiamo facendo un'attività con un nostro team che incarna quella che è la nostra attività interna: quindi c'è un infettivologo, un dermatologo, due mediatori culturali, uno psicologo e un antropologo". "Le problematiche che sono state messe in evidenza sono quelle che abbiamo trovato anche sul territorio: tanta scabbia, varicella e malattie infettive".La dottoressa Teresa D'Arca, infettivologa, è stata personalmente nel centro di prima accoglienza."Ci siamo occupati e preoccupati delle malattie da isolamento. Quindi persone che arrivavano e che venivano identificate come affette da malattie contagiose. In realtà queste malattie sono molto note e l'isolamento in quelle condizioni di sovraffolamento a volte era necessario, ma parliamo di varicella, malattie della pelle comuni e molto conosciute".