Johannesburg (askanews) - Il predatore è diventato preda. Gli squali, terrore degli oceani, sono a rischio: ogni anno ne vengono uccisi nel mondo 100 milioni che finiscono nei mercati ittici di molte parti del mondo, per la loro carne, le pinne, l'olio di fegato, la cartilagine. A differenza di altre specie, la pesca allo squalo non è mai stata regolamentata, ma ora le cose potrebbero cambiare. La convenzione internazionale del commercio delle specie selvagge (Cites) riunita in questi giorni a Johannesburg potrebbe decidere di limitarne la pesca e il commercio.

"Se possiamo avere una pesca sostenibile per queste specie ora, loro possono continuare ad essere usati come risorsa commerciale, per la loro carne e le loro pinne, ma in modo sostenibile - dice Luke Warwick, della Global Shark conservation - Il problema che al momento questa specie in realtà vulnerabile non ha alcuna protezione globale. Inserirli in una lista della Convenzione internazionale può davvero guidare gli altri paesi nel mondo a prendere coscienza che la questione squali deve davvero essere gestita".