Milano, (TMNews) - E' guerra aperta tra Dolce & Gabbana e il Comune di Milano. Gli stilisti hanno deciso di chiudere per indignazione. Saracinesche abbassate per tre giorni nelle attività commerciali a meneghine, in risposta all'assessore al Commercio D'Alfonso che aveva detto: "Niente spazi comunali a chi è stato condannato per evasione fiscale". Turisti e milanesi si fermano incuriositi davanti alle vetrine dove campeggiano enormi cartelli con l'articolo 'Il Comune chiude le porte a D&G', e sono divisi su dare o meno ragione alla protesta."Secondo me sì, perchè è un periodo già difficile ed è una azienda che da tanto lavoro a Milano. Quindi la protesta è buona""Io sono contentissimo, perchè comunque ci deve essere giustizia prima o poi. Io non sono con loro, perchè se c'è un problema di tasse non pagate che si verifichi subito, ma le tasse di devono pagare".."A me sembra un capriccio. E' pubblicità gratuita perchè ora il negozio è chiuso e quando riaprirà entreranno tutti e compreranno""Non siamo più disposti a subire ingiustamente le accuse della Guardia di finanza, dell Agenzia delle Entrate, gli attacchi dei pm e la gogna mediatica a cui siamo sottoposti ormai da anni" Hanno detto gli stilisti in un comunicato per ribadire il loro sdegno.Cristina Alano docente di Fashion marketing all'Istituto Burgo di Milano teme la pubblicità negativa che questo caso può portare alla città."Milano è una città dove non si può più lavorare è una città che si permette di fare certe cose, ovviamente l'immagine di Milano è distrutta nel giro di cinque minuti".Il tweet di Stefano Gabbana fate schifo ha già fatto il giro del mondo ma il passo indietro dell'amministrazione comunale non ha placato l'ira di D&G.