Roma, (askanews) - A Cuba fervono i preparativi per l'arrivo di Barack Obama, primo presidente degli Stati Uniti d'America a mettere piede a L'Avana dopo 88 anni. Una visita che punta ad accelerare la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi iniziata formalmente a dicembre 2014. In questi 88 anni a Cuba la situazione è molto cambiata e l'ottentenne Raul Castro promette di ritirarsi entro il 2018. Negli ultimi quindici mesi sono ripresi i rapporti diplomatici con Washington. La Casa Bianca ha cancellato Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, hanno riaperto le ambasciate e sono state allentate le restrizioni sui viaggi nell'isola e abolito il divieto di usare il dollaro in transazioni cubane. Per Obama il vero ostacolo resta la rimozione di un embargo che tanto vorrebbe, ma che solo il Congresso controllato dai repubblicani può abolire.Sull'isola da una parte c'è entusiasmo per l'arrivo di Obama, si preannuncia un clima di festa anche con i Rolling Stones che terranno un concerto gratuito il 25 marzo, quando il presidente sarà ripartito. Ma qualcuno resta scettico sul cambiamento, soprattutto la vecchia generazione."Non sono così fiducioso che la visita di Obama e i nuovi rapporti tra i nostri Paesi portino qualche reale cambiamento per la nostra gente - dice un cubano - i miglioramenti dipendono solo dai nostri sforzi, non dall'arrivo di Obama".La pensa così anche una donna:"Non cambierà nulla, sarà una visita lampo, i cambiamenti richiedono tempo. In due giorni non si ottiene niente".Ma qualcuno è comunque felice che Obama abbia deciso di venire a Cuba. "È un onore che il presidente degli Stati Uniti venga a Cuba con la moglie e le figlie, spero che sia una visita positiva, così come lo spera Raul Castro".(Immagini Afp)