Roma, 3 apr. (askanews) - Sta sorgendo il sole a San Fernando, a nord di Manila, e i fedeli nelle cattolicissime Filippine si preparano a celebrare il Venerdì santo rivivendo la crocifissione di Gesù Cristo sulla propria pelle."Molti di noi credono in questa forma di sacrificio. Lo facciamo fino a quando i nostri corpi riescono a sopportarlo. E' la nostra forma di devozione", ha raccontato uno dei penitenti. La processione di devoti che si autoflagellano raggiunge a piedi scalzi il monte dove avvengono le crocifissioni. Una replica della via crucis di Gesù, con tanto di finti centurioni romani che li frustano durante il tragitto.Quest'anno quattro volontari, alcuni con barbe finte per assomigliare maggiormente a Gesù, si sono fatti legare alle croci, mentre altri cinque si sono fatti trafiggere mani e piedi con chiodi veri. Tra di loro Wilfred Salvador, disoccupato: "Quando sono sulla croce, penso a come il Signore mi abbia guarito dopo che ho avuto un esaurimento nervoso - racconta Wilfred, che riceve le cure mediche subito dopo la crocifissione, aggiungedo - Credo moltissimo nella fede cattolica. Il signore mi ha benedetto così tanto da quando sono stato crocifisso la prima volta nel 2006: non ho un lavoro, ma me la cavo, la gente mi aiuta".Uno spettacolo cruento che ogni anno attira milioni di turisti nelle Filippine, dove l'80 per cento della popolazione di 100 milioni di abitanti è cattolica.(immagini Afp)