Roma, (askanews) - Centinaia di cristiani hanno manifestato, davanti alla Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, contro la discriminazione che, secondo loro, le scuole cristiane subiscono ogni giorno. Per questo gli istituti cristiani di tutto lo Stato hanno annunciato uno sciopero a tempo indeterminato."Quello che chiediamo non è un privilegio - ha detto monsignor Boulos Marcuzzo, arcivescovo di Nazareth e a capo della chiesa cattolica di rito latino in Israele - ma chiediamo giustizia e parità, per le nostre scuole come per tutti gli altri istituti d'Israele".Il prelato ha parlato davanti a una grande folla che si è riunita sotto lo slogan: "Il governo vuole la fine delle scuole cristiane" e "le scuole cristiane reclamano l'uguaglianza".Così, le porte di 47 scuole cristiane d'Israele sono rimaste chiuse. E ci resteranno finchè, dicono, non si sia trovata una soluzione perchè, ha aggiunto il vescovo, "se le scuole cristiane sono minacciate, alla lunga sarà la presenza cristiana ad essere minacciata".La manifestazione avviene proprio alla vigilia dell'incontro tra Papa Francesco e il premier israeliano Reuven Rivlin, previsto il 3 settembre.