Strasburgo (askanews) - È ora di passare all'azione, non esistono alternative. La crisi dei migranti, con qualche drammatico ritardo di troppo, è diventata un'emergenza europea. Parole del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a Strasburgo, pronunciate nel corso del suo primo discorso sullo stato dell'Unione europea."Adesso non è il momento di avere paura, è il momento di un'azione coraggiosa e determinata da parte dell'Unione europea, degli Stati membri e delle istituzioni, ha sottolineato Juncker. Stiamo combattendo contro lo Stato islamico. Perché non dovremmo essere pronti ad accogliere quelli che fuggono dallo Stato islamico? Dobbiamo accogliere queste persone sul territorio europeo".Dopo il progetto avanzato a maggio per la ridistribuzione di 40mila rifugiati arrivati in Italia e Grecia, Juncker ha proposto una seconda ricollocazione per 120mila profughi prelevati da Italia, Grecia e Ungheria, una relocation che dovrà essere realizzata obbligatoriamente. Il presidente della Commissione europea ha fatto appello agli Stati membri affinché facciano proprie le proposte per la ripartizione di questi 160.000 rifugiati durante il Consiglio Affari interni dell'Unione europea del prossimo 14 settembre. Tutti devono fare la propria parte, servono fatti, non parole e retorica, ha ribadito Juncker."Troveremo una soluzione concreta e affidabile solo se affronteremo le cause del problema, le ragioni per cui stiamo affrontando la drammatica crisi dei rifugiati, ha dichiarato il presidente della Commissione europea. La politica estera europea deve essere più determinata. Non possiamo più permetterci di ignorare il problema, di presentarci disuniti nei confronti di guerre o instabilità ai nostri confini".Il sistema Schengen, che garantisce la libera circolazione dei cittadini in Europa, ha poi concluso Juncker, "non verrà abolito durante il mandato della mia Commissione".(Immagini Afp)