Budapest (askanews) - Si aggrava la tensione scatenata dall'emergenza migranti sulla frontiera ungherese. Il partito di maggioranza del governo magiaro intende schierare anche l'esercito per fermare il flusso dei migranti dalla Serbia e il Parlamento in seduta straordinaria voterà sulla proposta la prossima settimana. Il governo intende rendere possibile l'impiego dell'esercito per compiti relativi alla difesa dei confini e per l'emergenza delle migrazioni, secondo quanto dichiarato da Szilard Nemeth, vice presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale ed esponente del partito conservatore del premier Viktor Orban.Intanto si apre questa mattina a Vienna il vertice sui Balcani, un appuntamento il cui ordine del giorno è stato stravolto dalla crisi dei migranti. Questa regione europea infatti è improvvisamente divenuta uno snodo cruciale del passaggio dei flussi in provenienza dal Medioriente e dall'Asia e diretti in Europa.La cosiddetta "rotta dei Balcani occidentali", scelta da migliaia di migranti, ha imposto al vertice priorità diverse da quelle stabilite in precedenza. In autobus, a piedi o in treno, migliaia di siriani, iracheni e afgani, ma anche albanesi, kosovari o macedoni in cerca di un futuro migliore, stanno attraversando l'Europa orientale, innescando una serie di gravi tensioni con le autorità locali.L'Ungheria, che oltre alla Grecia e all'Italia, rappresenta una porta d'ingresso per i paesi dell'Unione europea, è sottoposta a una pressione senza precedenti. Al confine con la Serbia, dove Budapest sta per ultimare una recinzione di 175 chilometri entro la fine di agosto, si sono verificati diversi incidenti e la polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per impedire ai migranti di fuggire dai centri di accoglienza dove devono essere registrati.(Immagini Afp)