Budapest, 15 set. (askanews) - L'Ungheria dichiara lo stato di crisi a seguito dell'emergenza provocata dall'inarrestabile flusso di migranti che varcano i confini del suo territorio. La decisione è stata adottata dopo l'entrata in vigore della nuova legge che consente l'arresto dei migranti illegali."Il governo nella sua riunione odierna, a causa della situazione provocata dalle migrazioni di massa, ha deciso di dichiarare lo stato di crisi che permetterà alle autorità e alla polizia di impiegare protocolli speciali e misure preventive per bloccare i migranti illegali" ha detto il portavoce del gabinetto magiaro Zoltan Kovacs.Dalle parole ai fatti. Budapest ha annunciato di aver aperto procedimenti penali contro una sessantina di migranti arrestati e accusati di aver danneggiato la barriera di filo spinato eretta al confine con la Serbia, un reato ora punibile con tre anni di reclusione grazie alla legge entrata in vigore a mezzanotte."Da oggi in poi, ha sottolineato Kovacs, disponiamo di un nuovo quadro di leggi in virtù del quale l'attraversamento clandestino delle frontiere, il danneggiamento o il tentato danneggiamento delle barriere di confine è diventato un crimine perseguibile per legge. E adotteremo disposizioni severissime contro i trafficanti di esseri umani, equiparandoli ai membri della criminalità organizzata".Dal gennaio 2015 a oggi oltre 200mila migranti sono entrati illegalmente in Ungheria, secondo le stime rese note dalle forze di sicurezza ungheresi.(Immagini Afp)