Milano (TMNews) - Quattro navi da guerra della forza d'intervento rapido della Nato, tra i quali la fregata Aviere e il dragamine Rimini, insieme a navi di Stati Uniti, Grecia. Turchia e Romania sono entrate nel Mar Nero, dirette nel porto bulgaro di Burgas.Dovranno prendere parte alle manovre, nome in codice "Breeze", ufficialmente organizzate per oliare i meccanismi di interazione tra forze armate alleate nell'ambito delle comunicazioni, delle tattiche e dell'addestramento.Si tratta di un ardito eufemismo diplomatico. Le manovre congiunte, che continueranno sino al 13 luglio, si svolgono infatti sullo scenario della crisi ucraina, come spiega senza ambiguità il contrammiraglio della Nato Robert Kamensky."Il significato di queste operazioni, specialmente di questi tempi con quello che sta succedendo in Ucraina, si riassume nella volontà della Nato di rassicurare le altri nazioni del Patto atlantico e tutti gli alleati".Le esercitazioni nell'area, vicino alla Crimea, la penisola annessa dalla Russia, hanno molto irritato Mosca. Non senza qualche ragione, alla luce del confronto sul problema ucraino che oppone la Russia all'Occidente a guida americana."La Nato, sottolinea l'ammiraglio Kamensky, alcuni mesi fa ha preso una posizione molto decisa in risposta al contenzioso tra Ucraina e Russia: 'Siamo uniti negli obiettivi e nelle ragioni'. E per dimostrare questa coesione servono anche esercitazioni congiunte come queste che mostrano la nostra presenza fisica, la nostra solidarietà, la nostra unità d'intenti".Un messaggio molto chiaro, a 250 chilometri dalla Crimea, tornata territorio russo nel marzo scorso nelle more della crisi ucraina.(Immagini Afp)