Comrat (TMNews) - La crisi in Ucraina, ormai sull'orlo di una vera e propria guerra civile tra tra filo-russi e filo-europei, rischia di travolgere anche altre regioni lungo il confine con l'Occidente.E' quello che sta accadendo in Gagauzia, regione russofona nel Sud della repubblica Moldava da sempre divisa tra Oriente e Occidente. Anche se, nel febbraio del 2014, un referendum locale ha sancito che il 98% della popolazione gagauza sarebbe favorevole a rapporti più stretti con il Cremlino, dicendo "niet" all'Unione europea."Cosa mai potrebbe fare l'Uniona europea per noi? - dice questo contadino - e come potremmo diventarne membri? Non parliamo nessuna lingua europea senza contare che lì è tutto molto più costoso, a partire dalle tasse".L'orientamento del popolo gagauzo, però, va contro i piani della Moldavia che invece vorrebbe stringere un accordo per l'annessione all'Unione europea entro il 2015."Non si tratta di sentimentalismi - spiega il governatore della Gagauzia, Mikhail Formuzal - è invece un fatto pragmatico che attiene ai rapporti con la Russia, al desiderio di proteggere il mercato tra noi i Mosca e continuare a vendere i nostri prodotti in Russia. Se firmeremo l'accordo con l'Unione europea ci troveremo ad affrontare seri problemi da questo punto vdi vista".Di recente il Cremlino, nel tentativo di conquistare il favore dei Gagauzi, ha posto un embargo alle esportazioni di vino moldavo. Ma nonostante questo gli osservatori vedono come una possibilità molto remota che si ripeta uno scenario di separatismo, come accaduto in Crimea.(Immagini Afp)