Gaza, (TMNews) - I bambini sono le prime vittime di ogni guerra, e il ritorno delle violenze a Gaza e in Israele costituisce per loro una "minaccia terribile": lo denuncia l'Unicef, che invita a proteggere i piccoli israeliani e palestinesi, "esposti a danni fisici e psicologici", molti già subiti durante le crisi precedenti nella zona. Gli attivisti riferiscono che nei racconti e nei disegni dei bambini di entrambe le parti la guerra è protagonista.La città israeliana di Sderot, vicina al confine con la Striscia, è bersaglio continuo dei lanci di razzi, che spesso colpiscono proprio l'asilo e la scuola elementare: qui la parola più pronunciata dai bambini è "pachad", paura. Il suono delle sirene che annunciano l'arrivo dei missili è familiare, arriva più volte in un'ora. Per dare un'impressione di normalità gli adulti hanno creato spazi protetti circondati da aree gioco. "Anche in giorni così difficili qui si possono vedere visi sorridenti - racconta Yedidia, educatore di questo asilo - abbiamo aperto cinque anni fa e oltre 250mila bambini sono passati di qui: diamo loro la possibilità di restare bambini e un posto dove giocare in sicurezza"."Ci rifugiamo qui ma dobbiamo correre con quattro figli per arrivarci e non è semplice" racconta Oded.Dall'inizio dell'offensiva israeliana sulla striscia di Gaza sono una ventina i bambini che hanno perso la vita a causa degli attacchi aerei nell'offensiva contro Hamas: per loro la guerra è una realtà permanente. Nei disegni di questi bambini ci sono persone dalle gambe lunghe per scappare, con occhi e orecchie punti deboli del corpo perchè i più colpiti dalle esplosioni.(immagini Afp)