Città del Messico (askanews) - La Corte suprema del Messico ha dato il permesso a un ristretto gruppo di attivisti di coltivare e fumare marijuana. Una sentenza storica che apre di fatto la strada alla legalizzazione dell'uso della cannabis nel paese centro-americano.Quattro giudici hanno votato a favore e uno contro il progetto di quattro membri della Società messicana per l'uso responsabile e tollerante, il cui acronimo è "Smart", un gruppo che ha come obiettivo di aprire il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, come mezzo per combattere i cartelli della droga. "Nessuno giudica inoffensiva la cannabis, ma in questo progetto è stato riconosciuto che il divieto assoluto è sproporzionato rispetto ai danni scientificamente provati", ha spiegato il giudice Arturo Zaldivar"Questo è il primo passo contro il proibizionismo. Siamo molto fieri e consideriamo questa come una vittoria per tutta la società", ha spiegato Juan Francisco Torres, membro di Smart, un'associazione fondata da due avvocati, un contabile e un attivista nel campo sociale. Una curiosità: nessuno di loro fa uso di marijuana. Ma Smart punta a fare giurisprudenza e ad obbligare il parlamento ad aprire il dibattito.Il presidente messicano Enrique Pena Nieto, da sempre strenuo oppositore alla legalizzazione di stupefacenti, ha preso atto della decisione dei giudici. "Il governo rispetta e segue la sentenza della Corte suprema", ha dichiarato, per poi precisare: "Questo non significa che ci sarà libertà di commercializzazione e legalizzazione del consumo di cannabis", ha concluso il presidente messicano.