L'Aia (askanews) - Serbia e Croazia non hanno commesso genocidio durante la guerra in cui si sono scontrati dal 1991 al 1995. A stabilirlo è stata la Corte internazionale di Giustizia, che ha richiamato i due Paesi a collaborare per la pace e la stabilità nei Balcani."Il genocidio presuppone l'intenzione di distruggere un gruppo" ha sottolineato il presidente della Corte Peter Tomka in udienza pubblica all'Aia, dove ha sede il massimo organo giudiziario dell'Onu."Se le due parti hanno commesso una serie di crimini, l'intenzione di "distruggere" l'altro gruppo non è stata dimostrata. I fatti sembrano piuttosto indicare un'intenzione di"deportare con la forza" ha detto il giudice. Ma se Belgrado ha reagito alla sentenza lanciando un appello a una "pace durevole" tra i due Paesi, Zagabria ha avuto una reazione meno morbida. "Non siamo soddisfatti ma accettiamo in modo civile la decisione del tribunale", ha dichiarato il premier croato Zoran Milanovic. Il conflitto serbo-croato, una delle tante guerre che sconvolsero i Balcani nell'ultimo decennio del 1900, causò 20.000 morti. Dalla sua entrata in funzione nel 1946 la Corte internazionale dell'Aia ha riconosciuto un solo caso di genocidio: quello perpetrato a Srebrenica dove nel 1995 le forze serbe di Bosnia uccisero 8.000 uomini e ragazzi musulmani.(immagini Afp)