Seul (askanews) - Le autorità sudocoreane stanno indagando su possibili collegamenti tra l'uomo che ha ferito al viso con un coltello l'ambasciatore americano a Seul, Mark Lippert, dopo che il governo nordcoreano ha dichiarato che l'aggressione è da considerare "una giusta punizione". Pyongyang giustifica l'affermazione in quanto considera le esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud come un atto di guerra.L'attentatore, armato di un coltello da cucina, si è scagliato contro il diplomatico senza che nessuno riuscisse a fermarlo colpendole diverse volte al viso. Se il taglio fosse stato un po più in basso avrebbe potuto recidergli la carotide, hanno poi accertato i medici dell'ospedale di Seul dove è stato curato Lippert.L'aggressore, Kim Ki-Jong, 55 anni è stato arrestato. Il suo profilo lo descrive come un nazionalista che considera gli Stati Uniti il principale ostacolo sulla via della riunificazione tra le due Coree. Ma è anche emerso che tra il 2006 e il 2007 si è recato una mezza dozzina di volte in Corea del Nord e che ha anche cercato di erigere un monumento allo scomparso dittatore Kim Jong-Il a Seul dopo la sua morte nel 2011.L'attentato a Lippert è allo scrutinio di una squadra investigativa speciale di oltre un centinaio di persone tra magistrati e funzionari di polizia ed è guidata dall'ufficio antiterrorismo del procuratore generale di Seul.(Immagini Afp)