Londra (askanews) - Grecia e Gran Bretagna, una faccia, una razza. Almeno secondo Yanis Varoufakis. L'ex ministro delle Finanze greco - entrato in rotta di collisione con il premier Alexis Tsipras dopo l'accordo raggiunto con i creditori internazionali di Atene - nel corso di un incontro a Londra ha offerto la solidarietà del popolo ellenico a Jeremy Corbyn, dopo l'elezione del leader radicale alla testa del partito laburista britannico."Non sono venuto qui per cercare solidarietà nei confronti della Grecia, ha detto Varoufakis. Sono qui per offrire la solidarietà del popolo greco al popolo britannico nell'avventura che sta per cominciare".Al netto di un'hubrys forse incoercibile e di un'affermazione un po' troppo roboante e che farà trapelare qualche sorriso sornione sulla bocca di molti avversari, l'affermazione di Varoufakis è uno degli indicatori dello choc che ha colpito la politica britannica dopo l'elezione di Corbyn. Un fatto che appare difficile liquidare con letture superficiali o critiche a palle incatenate basate sul presupposto del neo-bolscevico fuori tempo massimo arrivato, chissà come, alla guida della sinistra britannica. Anche perché in molti non la pensano così."Senza dubbio è un uomo onestissimo, umile, dedicato alla causa, un uomo politico sincero. Non ce ne sono molti come lui", dichiara una pensionata britannica.Prima di tutto quella di Corbyn non è un'elezione avvenuta per caso. Secondo il Financial times, non propriamente una roccaforte dei nostalgici e dei rottami del socialismo reale, "sorprende poco" il fatto che i cosiddetti populismi di destra e di sinistra stiano riscrivendo le regole della politica.Di fronte a una crisi economica globale come quella che stiamo attraversando, il Financial times ha una risposta lapidaria: "blame the bankers". La responsabilità è degli egoismi e della grettezza delle banche e della finanza internazionale che hanno dato vita all'allineamento planetario tra nazionalisti e socialisti, connubio che lascia storicamente inquieti, nella rivolta contro lo status quo. Cioè quel "capitalismo senza freni che mette nelle mani dell'1% al top della scala sociale tutti i profitti del mercato globale e dell'integrazione economica, scaricando austerità e insicurezza sul resto della società". Una situazione politicamente insostenibile, chiosa il quotidiano britannico. I cui danni Corbyn ha avuto la capacità di saper intercettare.(Immagini Afp)