Roma, (askanews) - Nello studio di askanews Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell'Ambiente, ex ministro delle Politiche agricole e Forestali, ambientalista da sempre e presidente della Fondazione UniVerde, fa il punto sulla COP21, la Conferenza mondiale sul Clima in corso a Parigi.All'appuntamento della COP21 si è arrivati con molte attese e tanti appelli. Il più importante dei quali quello lanciato dal papa con l'enciclica "Laudato Si'". Dopo l'apertura ufficiale si è entrati nella fase tecnica, cosa ci possiamo aspettare?"Siamo in un momento difficile, schizofrenico, perchè da un lato i dati degli scienziati sul cambiamento climatico si stanno facendo sempre più allarmanti, dall'altro i governi non sembrano far nulla di concreto per evitarlo. Vedo sicuramente un grande freno rappresentato dall'India, così come in passato erano Usa e Cina. I paesi in via di sviluppo, come l'India, hanno qualche ragione nel rimproverare ai Paesi più ricchi di aver inquinato per oltre un secolo, ma se non si interviene rapidamente il rischio è grandissimo: l'estinzione della specie umana. A fronte di ciò l'unica soluzione è dire stop ai combustibili fossili il prima possibile". "In quest'ottica, l'Europa dovrebbe andare al 100% a energie rinnovabili entro il 2030. Non saremmo credibili nei confronti dei Paesi in via di sviluppo se continuassimo ad utilizzare gas e petrolio. Se l'Italia può vantare notevoli risultati sul piano delle energie rinnovabili e il fatto di essere leader nell'energia solare, lo si deve a me e al governo Prodi, che nel 2007 fece il Conto energia per mettere le rinnovabili, perchè il governo attuale prevede addirittura di fare trivellazioni petrolifere nell'Adriatico, nello Jonio, nella campagne dell'Irpinia, in Sicilia e al largo della Sardegna". "Fortunatamente a giugno avremo la possibilità di votare per il referendum per dire sì o no alle trivellazioni petrolifere. Sarà un'occasione perchè il Paese possa finalmente dire se vuole il petrolio o vuole le energie rinnovabili", ha concluso Pecoraro Scanio.