Roma, (askanews) - Manca ormai meno di un mese alla Conferenza internazionale sul clima di Parigi. Con noi negli studi di askanews c'è Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, al quale chiediamo, in vista di questo importante appuntamento, quali sono le aspettative di questa associazione ambientalista, tra le più attive e diffuse in Italia."L'aspettativa principale - spiega - è che si arrivi all'avvio di un percorso legalmente vincolante come fu Kyoto e che si stabilisca una road map di impegni progressivi che tocchino tutte e tre le grandi questioni: da una parte gli obiettivi che si vogliono raggiungere soprattutto in merito alle rinnovabili; gli strumenti di controllo; il costo e gli strumenti finanziari destinati da ogni paese per sostenere gli interventi sia nei paesi sviluppati che in quelli più poveri.Qualche tempo fa, alla vigilia della conferenza di Lima, Lei aveva detto "la vera partita si gioca a Parigi" , è così?"Sì, è così: gli ultimi appuntamenti, Varsavia e Lima, sono stati "di riscaldamento", interlocutori - prosegue - A Parigi inizia la partita, non si chiude ma si apre un discorso, che è importante che non sia troppo generico, non una semplice dichiarazione di intenti ma che abbia degli obiettivi ben definiti e con tempi definiti".Tempi definiti e strumenti di controllo. A quali si riferisce in particolare?"Ogni stato deve fare i suoi piani di azione e di intervento. I governi si erano già impegnati a farli in preparazione di Parigi, ma quelli che sono stati elaborati dai governi sono inadeguati - attacca Dezza, sottolineando - se l'obiettivo è quello di arrivare al 2050 senza superare i due gradi, allora questi interventi sono insufficienti perché il trend diminuisce solo di un grado rispetto al trend attuale, quindi si arriverebbe a un aumento delle temperature di tre gradi, che è ancora troppo. E' necessario quindi rivedere tutti questi piani di intervento e fare dei nuovi piani di azione che intervengano in particolare sulle rinnovabili, sull'efficienza energetica e su un altro elemento sul quale noi vogliamo puntare l'attenzione: il costo dei sussidi alle fonti fossili. Un obiettivo che noi ci proponiamo è quello di eliminare completamente i sussidi entro il 2020. Il che significa mettere da parte un bel gruzzolo da destinare soprattutto agli interventi di adattamento ai paesi piu poveri.In vista di Parigi Legambiente sta preparando qualche iniziativa particolare? "Noi ci siamo mossi già prima dell'estate soprattutto per coinvolgere tutto il mondo dell'associazionismo che è estraneo all'ambientalismo - spiega ancora - Siamo convinti che la questione climatica non è proprietà dei gruppi ambientalisti ma riguarda tutti i cittadini e quindi abbiamo coinvolto 120 associazioni e sindacati che stanno preparando la giornata del 29 novembre che sarà una giornata di mobilitazione mondiale intitolata 'Il clima è il mio pallino', in cui Roma sarà la piazza centrale italiana. Un corteo con tante soggettività diverse, dai ciclisti al mondo ecclesiastico, che in queste settimane è particolarmente attento grazie all'enciclica di Papa Francesco, ai lavoratori, alle imprese".Passando dagli impegni planetari dei governi a nostri impegni quotidiani per contribuire a frenare il riscaldamento climatico..."Sul piano individuale - conclude - il settore più impattante è la mobilità: ottenere dai sindaci e dagli enti locali un impegno verso un'organizzazione del territorio che consenta ai cittadini di muoversi con i mezzi pubblici, con la bicicletta, con il car sharing, abbandonando la vecchia idea dell'auto privata".