Città del Messico (TMNews) - In Francia e in alcuni stati americani è già valida, in Italia ci ha provato a proporla il governo Monti ma senza molto successo; parliamo della controversa "legge sulle bollicine", il balzello che prevede un aggravio dei costi delle bibite gassate come strumento contro l'obesità e il cosiddetto "cibo spazzatura" e per favorire un regime alimentare più sano, soprattutto per i giovani.Adesso anche il Messico, dove il diabete è una delle malattie più diffuse e tra le principali cause di morte nella popolazione, si sta orientando su questa scelta scatenando l'ira di aziende produttrici di bibite con le bollicine, tra cui la stessa Coca-Cola.In Messico, dove 7 milioni e mezzo di persone vivono in condizioni di povertà estrema, bastano pochi pesos per una cena a base di tacos con carne e formaggio e bibite dolci. Una dieta ad alto contenuto di zuccheri e grassi e infatti il Paese sta pagando a caro prezzo questa abitudine a un'alimentazione scorretta. Con 163 litri all'anno, il Messico è uno maggiori consumatori di bibite analcoliche al mondo e anche il secondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di cittadini obesi passati dal 9,5% nel 1988 al 32% nel 2012. In pratica, il 70% della popolazione messicana è in sovrappeso e spesso, anche per questo, colpita da malattie gravi come cardiopatie, ictus e cancro.Un problema grave al quale il presidente Enrique Nieto ha deciso di porre un freno, anche facendo aumentare il costo delle bibite gassate con una tassa ad hoc che ne scoraggi il consumo.(immagini AFP)