Gaza (TMNews) - Il telefono di Ashraf all'ospedale Shifa di Gaza non smette mai di squillare. In arrivo un flusso di notizie drammatiche che aggiorna, di continuo, il bilancio delle vittime della massiccia offensiva militare israeliana nella Striscia.Dopo 20 giorni di combattimenti, con già oltre 1.060 morti e 6.000 feriti, la conta dei cadaveri è un'emergenza a tempo pieno per il 41enne portavoce dei servizi di emergenza di Gaza.Dall'inizio della guerra, il dottor al-Qudra ha dormito non più di due o tre ore per notte su un materasso dietro la scrivania del suo ufficio. Il suo staff lo aggiorna di continuo sull'ultimo bilancio delle vittime perché possa rispondere con la maggior esattezza possibile alle domande assillanti dei giornalisti che stanno raccontando il conflitto."I feriti arrivano alla reception del pronto soccorso e i loro nomi ci vengono trasmessi via telefono. Li comunichiamo alla stampa via Facebook, Twitter e i cellulari non appena controllate le identità".La guerra si sta diventando sempre più crudele. Secondo i dati dell'Onu, tre quarti delle vittime sono civili e circa un quarto sono bambini. 18 tra ospedali, cliniche e centri medici sono stati colpiti dai bombardamenti dell'esercito di Gerusalemme. Israele ha perso 43 soldati e tre civili, uccisi dai razzi di Hamas.E la routine di Ashraf al-Qudra diventa sempre più pesante quando, ogni sera, convoca una conferenza stampa all'ospedale per leggere ai giornalisti il numero e i nomi delle vittime della giornata. Con la sola certezza che tutto ricomincerà il giorno dopo.(Immagini Afp)