Rho-Pero, (askanews) - Chi ha ucciso il leone Cecil sapeva cosa stava facendo. Lo ha detto Georges El Badaoui, console in Italia della Repubblica dello Zimbabwe, Paese dove viveva il leone simbolo dell'Africa ucciso dal dentista statunitense Walter Palmer, finito nel mirino delle proteste da tutto il mondo. A margine della presentazione dello zebra burger, il panino con carne di zebra nello spazio del Paese africano nel cluster dei cereali, il console ha chiarito che "a parte il fatto di essere il leone più famoso dell'Africa, il leone con la cresta nera protetto e oggetto di studi, che quindi rappresentava un'icona dello Zimbabwe, è stato assassinato con una freccia e lasciato soffrire per 40 ore".Per ricordare il leone Cecil nello spazio dello Zimbabwe a Expo hanno stampato una cartolina con su scritto "Cecil, l'icona dello Zimbabwe, l'amato leone dell'Africa, ci mancherai" sopra una foto dell'animale con la sua famiglia e un cuoricino disegnato. "Chiediamo giustizia per la morte di Cecil - è scritto sul retro - il leone protetto ucciso da Walter Palmer per divertimento. Questa è per ricordarlo"."La gente ci dice 'voi macellate anche le zebre' - ha aggiunto il console rispondendo a chi critica - ma non possiamo ragionare così, sono due cose totalmente diverse. Questo è un leone che è stato assassinato, i leoni sono protetti, il signore che l'ha ucciso l'ha fatto sapendo che era protetto, voleva quel leone li. L'ha fatto uscire dalla riserva usando una preda. In Zimbabwe c'è la caccia legalizzata ma serve per mantenere l'equilibrio in natura, come qui se non si va a caccia di cinghiali ce li troviamo in giro".Lo Zimbabwe ha chiesto l'estradizione per il cacciatore improvvisato "sappiamo che in America hanno raccolto 150mila firme per ripararlo in Zimbabwe. Il nostro è un Paese che rispetta davvero gli animali, tanti diranno di no ma è un discorso politico, ma la politica non c'entra nulla" ha concluso il console.