Milano, (TMNews) - Le imprese italiane hanno il primato negativo del prelievo fiscale più alto tra i Paesi avanzati: l'ennesimo allarme sulla tassazione del sistema produttivo arriva dal Centro Studi di Confindustria. Nel 2012 le imprese italiane si sono attestate al 16esimo posto nella classifica mondiale con una tassazione che pesa per il 65,8% sugli utili. Ma se si considera la cerchia dei Paesi avanzati l'Italia si aggiudica l'oro, seguita sul podio da Francia e Spagna. A debita distanza invece la Germania (49,4%).La comparazione europea evidenzia un ampio divario, spiega il Centro Studi di Confindutria, che si traduce in minore competitività e attrattività del Paese per gli investimenti. La tassazione dei redditi d'impresa nel 2011, è stata pari al 2,8% del Pil contro una media di 2,5% nell'eurozona e di 2,6% nell'Ue-27.E a rincarare la dose arriva anche la Cgia di Mestre che denuncia l'ennesimo aumento delle tasse a carico delle microimprese: rispetto al 2012, le attività fino ai 10 addetti hanno subito un aggravio che va dai 270 ai 1.000 euro, portando il carico fiscale complessivo tra il 53 e il 63%. La Cgia fa notare che le aziende con meno di 10 addetti costituiscono il 95% delle imprese italiane, quasi la totalità del nostro sistema produttivo.