Milano, (TMNews) - Il lavoro, che non c'è, si rivela ancora una volta il dente dolente del nostro Paese. La crisi, infatti, in questi primi mesi del 2014 fa registrare un nuovo boom di cassa integrazione, con un taglio netto in busta paga di circa 1.900 per lavoratore.Secondo l'osservatorio della Cgil, sono oltre 100 milioni le ore di cig registrate lo scorso mese, il 20% in più rispetto al mese precedente e ben oltre gli 80 milioni mediamente conteggiati a partire da gennaio 2009 ad oggi. Solo a livello trimestrale si registra un calo dell'1,16% rispetto ai primi tre mesi del 2013.Da gennaio, dunque, con la cassa alle stelle, circa 520mila i lavoratori hanno subito un taglio del reddito per 1 miliardo di euro, pari a 1.900 euro netti in meno per ogni singolo lavoratore in busta paga. Ed è nelle regioni del nord che si registra il ricorso più alto a questo ammortizzatore sociale: al primo posto troviamo la Lombardia seguita dal Piemonte e dall'Emilia Romagna. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la prima regione per ricorso alla cig. A livello settoriale ancora una volta è la meccanica la più vessata seguita da commercio ed edilizia.