Rho (askanews) - Il tema degli organismi geneticamente modificati fa fatica a introdursi nel dibattito sulla nutrizione in corso a Expo 2015, ma quando ci riesce non passa inosservato. E' il caso dell'intervento del commissario europeo alla sicurezza alimentare e alla salute, Vytenis Andriukaitis, che ha puntato l'indice contro quei Paesi, come l'Italia, che vietano la coltivazione sul proprio territorio di piante Ogm, ma poi importano ogni anno milioni di tonnellate di prodotti transegenici. Questo atteggiamento, ha detto a margine di un convegno nel padiglione dell'Unione europea, "è populismo. Forse questi Paesi hanno un doppio standard". A suo parere la proposta di regolamento adottata dalla Commissione lo scorso 22 luglio, che consente agli Stati membri di vietare l'utilizzo di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul proprio territorio nazionale, è comunque "una buona base giuridica" di partenza.Pronta la replica dell'Italia, che con il direttore generale del ministero delle Salute per l'igiene e la sicurezza degli alimenti, Giuseppe Ruocco, ha ribadito la posizione del governo: "Certamente è un tema che non può essere ignorato, però le soluzioni che la Commissione sta proponendo in questo momento vedono il nostro governo prudente rispetto a una accoglienza perché, soprattutto la decisione di lasciare ai singoli Paesi ogni decisione in merito, creerebbe ulteriori disparità di mercato che non è quello che bisognerebbe cercare di avere".L'Italia sta dunque ancora studiando il dossier, ma conferma di non avere in questo momento una posizione del tutto favorevole alla proposta della Commissione. Per entrare in vigore il provvedimento deve comunque ancora passare dal Parlamento europeo e dal Consiglio.