Palermo, (TMNews) - Duro colpo al clan del numero uno di Cosa nostra Matteo Messina Denaro. Ci sono anche cinque parenti, tra cui la sorella, fra le trenta persone finite in manette nell'ambito della maxioperazione che tra Palermo e Trapani ha sgominato una rete di insospettabili. Secondo gli inquirenti proteggevano la latitanza dell'imprendibile capomafia condannato all'ergastolo per le stragi del 1993.Il blitz ha coinvolto Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Dia che hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere. In particolare, i provvedimenti hanno riguardato presunti affiliati alle cosche di Castelvetrano, roccaforte dei Messina Denaro, e Campobello di Mazara, nonché le loro attivitàeconomiche e imprenditoriali. Tra i reati contestati ci sonoassociazione mafiosa, voto di scambio, estorsione e intestazionefittizia di beni.Per Anna Patrizia Messina Denaro, sorella del boss, le accuse sono di estorsione aggravata e favoreggiamento a Cosa nostra. Secondo i magistrati, infatti, la donna era, insieme al marito già in cella da diverso tempo, la vera centrale di snodo tra il fratello e il resto dell'organizzazione.L'operazione ha coinvolto anche un candidato alle ultime elezioni politiche tra le fila di Grande Sud-Mpa, Aldo Roberto Licata, che non fu eletto, ed è accusato di scambio elettoralepolitico-mafioso.