Palermo, (askanews) - Nuovo duro colpo alla rete di fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani hanno eseguito 16 ordini di custodia cautelare in carcere, emessi su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, con le accuse di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina, sequestro di persona e altri reati aggravati dalle finalità mafiose.Togliere i proventi economici alle attività criminali è uno dei sistemi migliori per danneggiare la mafia, ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Teresa Principato:"Gli arresti sono importanti sicuramente, ma la spoliazione dei beni è molto più importante a mio avviso. Dal carcere si esce e si riprendono i posti che si occupavano prima. Noi a Trapani abbiamo mafiosi di 80 anni".I magistrati hanno ricostruito l'organigramma del clan, confermando il ruolo di vertice ancora rivestito da Matteo Messina Denaro, latitante dal '93. L'operazione "Eden 2", ha confermato la centralità del boss Francesco Guttaduro, che con l'autorizzazione formale di Matteo Messina Denaro, tramite pizzini, ha riorganizzato la struttura con nuove affiliazioni, coinvolgendo anche il cognato Girolamo Bellomo, dettando nuove modalità operative, come rapine e estorsioni a imprenditori e commercianti, legami con esponenti del mandamento di Brancaccio, traffico di stupefacenti dall'Albania e contatti con esponenti dei cartelli colombiani.