Bogotà (TMNews) - Una famiglia colombiana ha ritrovato la pace, ma non la serenità. I servizi medico-legali di Bogotà hanno scoperto, nella maniera più drammatica, che fine avesse fatto una ragazzina scomparsa da più di dieci anni, uno dei 17mila minori vittime dell'insurrezione armata più lunga della storia dell'America latina.L'Istituto di medicina legale colombiano oggi è impegnato nell'identificazione dei resti di 5.000 giovani morti negli ultimi decenni e sepolti in fosse improvvisate ai margini della boscaglia. La maggior parte assassinati nel corso della guerra civile che lacera il paese, incrociando terrorismo politico e narcotraffico.Gli Stati Uniti a fine marzo 2006 hanno annunciato l'incriminazione di 50 leader dell'organizzazione marxista delle Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, accusati di gestire il traffico del 50% della cocaina a livello mondiale e di oltre il 60% della droga che entra negli Usa. Secondo il ministero della Giustizia americano dietro ai narcoguerriglieri colombiani si muove un mercato da 25 miliardi di dollari.Le Farc utilizzano il traffico di cocaina per finanziare le loro attivita' rivoluzionarie. Un comandante delle Farc ha spiegato così a un reporter del quotidiano britannico "Times" la doppia morale del movimento insurrezionale: "La cocaina è un cancro imposto alla Colombia dagli Stati Uniti e noi ne proibiamo l'uso nelle regioni che controlliamo ma - ha sottolineato il leader guerrigliero - dato che si tratta del più importante export del paese, non possiamo perderne il controllo".(Immagini Afp)