Rho-Pero, (askanews) - I Cluster di Expo 2015, padiglioni collettivi che riuniscono i Paesi ospiti in base a filiere agricoli comuni, sono forse la nota più stonata dei primi giorni di esposizione universale. Erano stati infatti presentati come il fiore all'occhiello di un'Esposizione capace di dare pari dignità anche ai Paesi meno ricchi, ma appena aperti i cancelli sono venuti a galla i problemi. Alcuni sono infatti tecnicamente aperti, ma praticamente vuoti all'interno come ammette il commissario di Expo 2015 Giuseppe Sala: "Il problema è che questi paesi, che spesso non sono ricchi e vengono da molto lontano, stanno facendo fatica per arrivare gli allestimenti. E' un problema dei Paesi, ma noi li dobbiamo aiutare e lo stiamo facendo, per esempio organizzando trasporti in aereo anziché per mare, ma anche rendendoli vivi".A cinque giorni dall'apertura è stato intanto inaugurato il Cluster del riso, al quale partecipano Bangladesh, Cambogia, Sierra Leone, Myanmar e Laos, ma Sala ha assicurato che entro dieci giorni saranno finiti e pienamente operativi anche anche tutti gli altri padiglioni collettivi.