Roma, (askanews) - Cercano di portare qualche ora di allegria e spensieratezza tra i bambini figli dei migranti in fuga dalle guerre, nei centri d'accoglienza al confine tra Grecia e Macedonia. Sono i clown senza frontiere.Il loro non è un compito facile. Arrivano con una valigia piena di giochi e accessori, vestiti in modo colorato, con parrucche e nasi finti e provano a intrattenere i più piccoli facendoli giocare e ballare, offrendogli un po' di umanità.Sono d'aiuto anche ad adulti e genitori, accampati alla meno peggio dopo le lunghe code per ricevere accoglienza.La situazione in quest'area è particolarmente difficile dopo la recente decisione del governo macedone di aprire le frontiere solo a siriani, iracheni e afgani, in fuga da zone di guerra e considerati rifugiati. Ma gli altri, a centinaia, sono bloccati al confine, in una situazione di stallo che ha portato a proteste e a tentativi di assalto per passare dall'altra parte. Per loro è ancora più dura, e anche con l'aiuto dei clown è difficile veder nascere un sorriso.