Roma, (askanews) - Il presidente francese Francois Hollande ha esortato le altre nazioni a scrivere la storia del nostro pianeta, con la firma di un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra per tutti i paesi del mondo durante la Conferenza Onu sul clima (Cop21) programmata a dicembre 2015 a Parigi. Ma gli ambientalisti sono stufi di promesse e chiedono di agire subito. "Dobbiamo fermarci, questo era lo spirito della conferenza d'apertura, dobbiamo smetterla di pensare che la Francia sia il campione del mondo, che la Francia sia il modello che gli altri devono seguire - ha dichiarato Yannick Jadot, ambientalista e deputato francese, sottolineando - La Francia deve ancora recuperare in confronto ad altri paesi europei. Il tema della tassazione non è stato proprio toccato. Continuiamo a tassare il lavoro, invece di tassare l'inquinamento, argomenti così sensibili non sono stati proprio affrontati". "Credo che il problema oggi sull'ecologia non siano i bei discorsi, ma lo scarto che esiste tra i discorsi e le decisioni dei governi contrari a queste ambizioni", ha aggiunto l'ex ministra dell'Ecologia Delphine Batho.In un recente rapporto, il Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), ha avvertito che il tempo per ridurre il surriscaldamento globale sta scadendo, mentre secondo gli attuali livelli dei gas ad effetto serra la Terra aumenterà la sua temperatura di 4 gradi Celsius entro il 2100. Ciò significa più siccità e inondazioni, un aumento dei livelli del mare e un maggior numero di estinzioni delle specie, mentre l'uomo dovrà combattere per accaparrarsi cibo e risorse preziose.(immagini Afp)