Roma (askanews) - Superare la privatizzazione dei contratti del pubblico impiego, riavviare i concorsi per far entrare più giovani nella Pa, accorpare nella Polizia di Stato le altre polizie, esclusi i Carabinieri, unificando i numeri per i cittadini, la formazione, gli armamenti e le divise. Sono le proposte del sindacato autonomo Cisal dopo l'approvazione al Senato della legge delega Madia che ora andrà alla Camera. "Della legge Madia - dice Paola Saraceni, segretaria della Cisal Funzione pubblica centrale in questa videointervista ad askanews - accettiamo positivamente il fatto che ci stanno mettendo le mani, perchè bisogna assolutamente intervenire sul riordino della Pa. Accettiamo il rilancio dei concorsi nazionali e regionali per assumere speriamo presto dei giovani, la diminuzione dei dirigenti, l'accorpamento di alcune strutture. Ci vorrebbe però il coraggio di dire che bisognerebbe tornare a prima del decreto 29 che ha privatizzato il rapporto di lavoro pubblico. La funzione dello Stato è dello Stato e il servizio che va dato ai cittadini deve essere veloce senza troppa burocrazia, immediato e fruibile a tutti. L'intervento dei privati all'interno della Pa, cooperative e imprese, ha complicato le cose: il servizio pubblico deve essere assicurato dai funzionari pubblici, preparati, veloci, che oggi spesso non riescono neppure ad entrare nelle aree pubbliche affidate ai privati, quindi oggi c'è parecchia confusione". Sul riordino delle forze di sicurezza, la legge Madia prevede l'accorpamento della Forestale nella Polizia di Stato, ma la Cisal va oltre e propone un proprio disegno di legge: "L'obbiettivo - dice ancora Paola Saraceni - è quello di dare un miglior servizio di sicurezza col maggior risparmio, come ci ha chiesto l'Unione europea. Le proposte vanno dal numero unico di sicurezza, il 112, come già avviene in Europa, al rafforzamento della funzione di coordinamento del Ministero dell'Interno; da un'unica divisa e un'unica scuola di formazione con corsi di specializzazione per le diverse funzioni, mentre oggi c'è una proliferazione di scuole di formazione, fino all'unificazione degli acquisti degli armamenti. I Carabinieri resterebbero come Arma sotto il Ministero della Difesa, ma anche loro andrebbero meglio coordinati con le altre forze il ruolo di sicurezza. Unificando le strutture e gli acquisti, coordinando meglio l'impiego sul territorio, i risparmi potrebbero essere notevolissimi senza mettere a rischio, ma anzi rafforzando la sicurezza dei cittadini".