Il Cairo (askanews) - A cinque dalla rivolta contro Hosni Mubarak, la rivoluzione in Egitto è solo un ricordo. Le speranze accese dalle manifestazioni cominciate nel gennaio 2011 in piazza Tahrir non si sono concretizzate in una vera svolta democratica, le voci di dissenso vengono ancora spente da un governo autoritario."Ci è proibito di comparire sui media dopo due anni - dice Moustafa al-Naggara lo spazio ridotto che ci resta nei giornali potrebbe aumentare ma anche essere chiuso del tutto. Il mio dovere e la mia responsabilità sono di parlare di quello che credo, che il regime lo apprezzi o no. Perché alla fine noi abbiamo combattuto per la democrazia e finora non l'abbiamo ancora avuta".Al-Sissi, il nuovo uomo forte del Cairo, è salito al potere dopo aver spodestato Mohamed Morsi, rappresentante dei Fratelli musulmani uccisi a centinaia durante le repressioni della manifestazioni, arrestati a migliaia. Ora il governo ha proibito le manifestazioni in occasione dell'anniversario della rivolta. E negli ultimi mesi molti caffè e locali dove si riunivano gli attivisti sono stati chiusi."Gli egiziani sono in collera e non sono soddisfatti, le loro condizioni peggiorano ogni giorno, la speranza e il futuro sono sfocati. Gli egiziani non sanno più cosa succederà domani", spiega l'analista politico Hazem Hosni.Piazza Tahrir sembra davvero solo un ricordo.