Roma (TMNews) - La Cina cambia volto. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, il partito comunista ha deciso una riforma radicale che condurrà all'abolizione del sistema di rieducazione nei campi di lavoro. Attualmente la polizia cinese ha il potere di deportare i presunti colpevoli nei campi di lavoro per anni, senza nessun processo.La decisione è in linea con la volontà di una riforma ad ampio raggio "per salvaguardare i diritti umani e le procedure giudiziarie" si legge in un documento, emerso da una riunione del partito, dove si aggiunge che la riforma ridurrà "gradualmente" anche il numero dei reati punibili con la pena di morte.Il sistema dei campi di rieducazione, molto temuto in tutto il paese, viene utilizzato dalla polizia per fare piazza pulita tra i criminali ma anche dalle autorità locali contro elementi di cui desiderano sbarazzarsi. Come spiega Peng Hong, ex internato nei campi di rieducazione."La polizia ha sempre condotto dure politiche di repressione contro la libertà di parola, ordinando la deportazione nei campi anche per le infrazioni meno gravi".I campi di rieducazione di lavoro vennero istituiti da Mao Tse-tung nel 1957 e a tutt'oggi, in base a una semplice decisione di polizia, il sistema consente di mandare nei campi di lavoro elementi considerati sospetti fino a 4 anni senza passare per i tribunali.