Milano, (askanews) - Lui lavora a testa bassa nella sua cucina, 16 metri quadri in tutto zeppi di pentole, coltelli e il meglio delle materie prime di stagione. Fuori, un panorama mozzafiato, col Colosseo in primo piano e il Cupolone sullo sfondo, fa da cornice ai suoi piatti. E' sulle terrazze di Palazzo Manfredi a Roma che lavora Giuseppe Di Iorio chef stellato di Aroma, un ristorante che già nel nome è un omaggio alla Capitale e ai profumi della sua terra:

"La mia proposta culinaria è una cucina molto legata al territorio e una cucina molto mediterranea. Io dico sempre che non c'è innovazione senza tradizione dobbiamo riproporre i sapori di una volta logicamente con tecniche diverse".

I primi ricordi di cucina nella mente di Di Iorio sono il ragù della mamma, calabrese, che sobbolliva per ore sul fuoco la domenica mattina. Ed è proprio un pizzico di quel passato che vuole far rivivere nel suo menù partendo da ingredienti selezionati: "Per quanto mi riguarda sono intransigente su un prodotto di qualità ,il prodotto deve essere eccelso anche perchè abbiamo tantissimi prodotti di eccellenza in Italia e dobbiamo valorizzarli insieme al territorio. Una volta che abbiamo un grande prodotto siamo oltre il 60% della buona riuscita del piatto".

Il restante 40% lo fanno le tecniche e la bravura dello chef. Che come tutti ha una piatto che più di altri lo rappresenta:

"I piatti che mi piace ricordare forse perchè sono italiano, romano, sono le paste ripiene, le trovo un contenitore di idee, ci possiamo giocare come ci pare".

In poco più di cinque anni di lavoro ad Aroma, Di Iorio, che vanta esperienze importanti come l Hyde Park Hotel di Londra, il Parco dei Principi, il ristorante Mirabelle, ha conquistato diversi riconoscimenti: "Il primo anno dalla nostra apertura siamo entrati nella 5 Diamonds americana, il secondo nella Relais Chateux fino poi arrivare da due anni a questa parte alla fatidica Stella Michelin".

Guida che, per dirla con le parole di un ispettore, riconosce l'afflato moderno dei suoi piatti ottenuto con ingredienti prevalentemente locali.