Catania, (TMNews) - Librino è un complesso di palazzoni in cemento armato che sorge nella periferia Sud Est di Catania. Un "non luogo", dove degrado e abbandono sono la realtà con cui sono costretti a convivere oltre 70mila catanesi. Il disagio dei cittadini viene quotidianamente alleviato dall'opera di volontari che lavorano a progetti per l'integrazione e il contrasto dell'emarginazione.E' questo il caso del progetto "Amalipè" ("Amicizia" in lingua rom), rivolto ai bambini dei due campi nomadi di Catania, e promosso da Caritas-Migrantes etnea, che vengono quotidianamente accompagnati a scuola e due volte alla settimana coinvolti in attività pomeridiane come spiega il coordinatore del servizio mensa Nino Fabiano."Ci sono un sacco di signore, vengono anche gli scout che li fanno giocare al campo"Le attività avvengono all'interno dei locali messi a disposizione da don Salvo Cubito, parroco della Resurrezione del Signore. "In questo quartiere attraverso le varie iniziative e l'intervento di tanti volontari laici si ottengono dei risultati che sono veramente provvidenziali e sono frutto di un desiderio cristiano di azione"Il progetto "Amalipè" si inserisce in "Talità Kum", un piano più ampio nazionale per l'inserimento di minori rom, sinti e camminanti.