Roma, (askanews) - La Catalogna ha compiuto oggi un altro passo verso l'indipendenza dalla Spagna con il voto a maggioranza assoluta da parte del suo Parlamento autonomo di una risoluzione per dare inizio a un processo di separazione pacifica e negoziata da completarsi entro il 2017.Jordi Savall, grande maestro della musica antica, uno dei protagonisti assoluti della scena musicale internazionale, che con il suo ensemble strumentale Hespèrion XXI ha riscoperto la musica antica di decine di tradizioni in Asia, Europa e America e ha indagato più di chiunque altro i loro rapporti con la musica colta, è nato in Catalogna 74 anni fa. A margine del suo concerto "Folias & Canarios" tenutosi a Roma presso l'Istituzione Universitaria dei Concerti (Iuc), gli abbiamo chiesto cosa significa per un catalano "cittadino del mondo", l'indipendenza del suo paese."Io penso che in un mondo sempre più globalizzato, ognuno ha bisogno di avere chiaramente un rapporto di fedeltà con le sue radici, con la sua lingua e con la sua cultura. Se uno non ha questo rapporto, scompare come persona", ha spiegato il grande musicista. "Per questo credo che l'importanza di una cultura non venga determinata dal potere di uno Stato, o di milioni di persone che parlano una lingua, anche una cultura piccola merita di essere riconosciuta come tale. Io penso che il problema fondamentale è un problema di rispetto culturale. E abbiamo visto che in questi ultimi 100 anni, non c'è stato mai un rapporto di rispetto fra i governi spagnoli e la Catalogna. Io penso che c'è in questo momento una reazione popolare, a esempio anche con gli 'indignati', e che la gente del popolo vuole sentirsi rispettata e avere dei politici che l'ascoltano e rendano possibile che uno viva una vita di maggiore qualità e senta che la sua cultura è rispettata. Semplicemente questo".