Roma, (askanews) - La maratona elettorale spagnola affronta la penultima tappa, prima delle politiche di novembre: la Catalogna ha infatti ufficializzato che andrà alle urne il prossimo 27 settembre. E il tema di fondo, nella regione-nazione che è il motore economico della Spagna, resta sempre lo stesso: l'indipendenza.Il presidente regionale catalano Artur Mas, leader dei moderati liberaldemocratici di Convergència, ha formato assieme ai partiti indipendentisti della sinistra catalana una lista unica, il cui programma si basa di fatto sulla richiesta di indipendenza - se necessario anche unilaterale - dal resto della Spagna. Il quadro che emerge dai sondaggi è abbastanza confuso: il"sì" all'indipendenza è in calo ma resterebbe sopra il 40%, mentre aumenta il numero di coloro che si dicono favorevoli a una soluzione federalista o comunque di maggiore autonomia, meglio se garantita dalla costituzione. Tuttavia le inchieste finora realizzate indicano che nelle elezioni catalane del 27 settembre la lista unica indipendentista otterrebbe la maggioranza assoluta nel Parlamento di Barcellona.D'altronde una soluzione di tipo federalista, con un rafforzamento delle competenze fiscali per la Catalogna e una "blindatura" di quelle linguistiche che già ci sono, è stata finora sdegnosamente respinta dal governo centrale di Madrid, in mano ai conservatori post-franchisti del Partido Popular - cosa che continua a fomentare il sentimento indipendentista già molto diffuso nella regione. Solo se a novembre nelle elezioni generali spagnole vincessero i socialisti e il nuovo partito di sinistra Podemos, un'ipotesi del genere potrebbe forse diventare di attualità.