Il Cairo (askanews) - L'Egitto sostiene di aver trovato e ucciso gli assassini di Giulio Regeni, lo studente italiano rapito e torturato a morte al Cairo. Una verità tutta da verificare che trova più dubbi che conferme fra gli inquirenti italiani. Il ministero dell'Interno egiziano ha prima fatto sapere di aver ucciso i componenti di una banda criminale che si travestivano da poliziotti per rapire a scopo di rapina gli stranieri. Poi, in un secondo comunicato, pubblicato sul profilo Facebook del ministero dell'Interno egiziano, la polizia ha allegato delle foto dei documenti di Regeni, sostenendo che sono stati trovati nella casa della sorella di uno di membri della banda: ci sono "un portafoglio, un passaporto a nome Giulio Regeni, la carta dell'università americana al Cairo e quella di Cambridge".Le autorità egiziane hanno sempre negato ogni coinvolgimento della polizia, regolarmente accusata da parte di organizzazioni umanitarie di essere dietro a centinaia di sparizioni e detenzioni illegali sotto il governo di Al Sisi.