Bari (TMNews) - Non erano cene eleganti ma "fiorenti attività di esercizio della prostituzione" che delineano uno "sconcertante quadro della vita privata di vari soggetti coinvolti nella vicenda: dalle ragazze sino all'allora presidente del Consiglio", Silvio Berlusconi. Così, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Bari scrive nelle 187 pagine in cui è racchiusa e motivata la sentenza di condanna a carico di Salvatore Castellaneta, accusato di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La pena è sospesa.Dagli atti del processo emerge che Gianpaolo Tarantini aveva creato una sorta di "agenzia di reclutamento" di escort; donne che "dietro pagamento di un corrispettivo in denaro - denominato variamente come busta, regalo, cachet o gettone- fornivano - prestazioni sessuali".Le ragazze da inserire nel giro di prostituzione organizzato da Tarantini, però, dovevano avere una specifica qualità: la riservatezza. Così rileva il gup: "Non si trattava di reclutare semplici prostitute, sia pure di alto bordo, ma anche persone che sapessero mantenere la adeguata riservatezza sulle scabrose situazioni cui erano chiamate a partecipare".