Città del Vaticano, (askanews) - Nel corso dei secoli il giubileo veniva indetto dai Romani pontefici per diffondere la fede, ma anche, molto più prosaicamente, per fare cassa. I pellegrini giungevano a Roma in massa, spendevano, facevano donazioni. Quest'anno potrebbe andare diversamente. Siccome la crisi economica non è finita, il giubileo della misericordia dovrebbe essere dedicato proprio ai più poveri.La Caritas di Roma, insieme al vicariato, sta studiando due proposte per l'anno santo indetto a sorpresa da Papa Francesco: un fondo di sostegno per le famiglie in difficoltà, e un accordo con le aziende municipalizzate per "condonare" le bollette dei nuclei sovraindebitati.E' solo un'ipotesi, ma la proposta potrebbe incontrare il favore del Papa argentino. Il direttore della Caritas capitolina, mons. Enrico Feroci ha snocciolato i numeri della crisi: nel 2014 la Caritas ha dato da mangiare a 11mila persone, ha accolto 2.400 senza fissa dimora, ha curato 5.700 malati. La situazione più drammatica riguarda i malati di cancro dimessi dall'ospedale che non hanno una casa in cui andare a stare. Insomma non dovrà essere l'anno santo della devozione. E nemmeno quello di mafia capitale.